SENZA ELIMINATI SPAZIO ALLE CANZONI

Il Festival si avvia verso la terza serata e, per la seconda volta, questa sera sentiremo le canzoni dei dieci artisti che ieri sera non si sono esibiti. Spesso il primo ascolto non è sufficiente per valutare l’impatto di una canzone, ma ascoltarla una seconda volta può aiutare a farla “girar meglio” nelle orecchie. Quest’anno poi le canzoni in gara le sentiremo tutte ben quattro volte e sabato chi segue il Festival avrà le idee ben chiare su cosa è piaciuto e cosa no. Eh si, perché quest’anno tutte le canzoni arriveranno in fondo al percorso, liberando così gli artisti in gara dall’incubo eliminazione. Questo deve essere un pensiero che ha fatto il Direttore Claudio Baglioni: togliere le eliminazioni dal regolamento potrebbe essere una scelta convincente per quegli artisti che a Sanremo non ci vogliono proprio andare. A volte però certe scelte possono rivelarsi dei boomerang perche tanti artisti chiamati da Baglioni in gara non ci sono voluti ugualmente andare (per sua ammissione in sala stampa) e in più questo Festival è stato definito “senza gara” o comunque con la competizione in secondo piano e oscurata dai numerosi ospiti chiamati per fare quell’audience che molto probabilmente, senza di loro, non sarebbe arrivato. Questo Sanremo ha più le sembianze  di una Galà per la consegna dei Grammy italiani che di un Festival ed è un peccato, perché la vera rivoluzione portata da Baglioni sta proprio nelle scelte che ha fatto, componendo il casting. Discutibile o meno, la scelta di non portare i vincitori degli ultimi talent, come succedeva negli ultimi anni, bisogna riconoscere la grande qualità di parecchie canzoni  in gara, canzoni che magari non saranno propriamente commerciali o radiofoniche, ma indubbiamente sono di altissimo livello musicale e artistico. Se poi analizziamo bene, c’è un pò di tutto per tutti. Proporre Ron che canta Dalla, L’eleganza della Vanoni con Bungaro e Pacifico, Mario Biondi che porta il jazz, Enzo Avitabile e Peppe Servillo con il loro sound mediterraneo  o  i Decibel che evocano David Bowie è sicuramente una scelta coraggiosa  ma, al tempo stesso,  visto l’integrazione a proposte più commerciali e comunque gradevoli come quelle dei  vari Ermal Meta e Fabrizio Moro, Annalisa, Noemi o Lo Stato Sociale, mi viene da pensare che Baglioni andrebbe premiato solo  per averla fatta. Poi sento le “stonatone” di Roby Facchinetti con Riccardo Fogli in quella canzone che per metà mi ricorda “Cinque giorni” di Michele Zarrillo e per l’altra metà “Uomini soli” degli stessi  Pooh  mi viene qualche dubbio. Sul Baglioni presentatore le perplessità aumentano, ma del resto lui è un musicista e non un presentatore e il fatto che il Festival di Sanremo sia diretto per la prima volta da un musicista piace molto soprattutto ai musicisti. Questa è una cosa che potrebbe far riflettere chi nei prossimi anni avrà il compito di assegnare la direzione del Festival, magari affiancando ad un “Direttore musicista” un vero presentatore con caratteristiche da “mattatore” come  Fiorello che, a mio parere, sarebbe perfetto  anche negli ultimi periodi è sembrato un pò in declino e ora, forse anche per rilanciarsi definitivamente,  potrebbe essere pronto ad accettare una proposta Rai in tal senso. Come dire, visto che siamo a Sanremo e stiamo parlando di Fiorello, se son fiori fioriranno. Riccardo Pellegrini

 Articolo pubblicato dal Corriere del Ticino - Svizzera