L'IMPOSSIBILE PUO' ESSERE POSSIBILE

Qualche settimana fa mi è capitato di partecipare ad un convegno, che si è tenuto al Palazzo di Congressi di Lugano, con circa quattrocento docenti delle scuole del distretto di Lugano. Il tema dell’incontro, organizzato dall’ispettorato delle scuole ticinesi, era quello della riforma scolastica e dei cambiamenti che docenti e direttori dovranno affrontare dal prossimo anno scolastico e io sono stato invitato a parlare dei  miei cambiamenti professionali. Preparare questo intervento è stata occasione per analizzare la mia vita sin da quando, all’età di quattordici anni, mi sono imbattuto nella grande novità della nascita di una radio privata nel mio paese. Ne rimasi folgorato e da quel momento iniziai a maturare il mio sogno che, ai tempi, era impossibile pensare potesse diventare realtà. Trasformare questo hobby nella professione della mia vita. Non è stato facile e non poche sono state le difficoltà incrociate nell’inseguire quella che sembrava essere un’illusione. L’occasione è arrivata dopo dodici anni di gavetta, alternando la radio prima allo studio e poi a lavori di tutti i tipi. Ho fatto di tutto; dal manovale nei cantieri edili sotto il rigido controllo di mio padre, ai turni in fabbrica, fino ad esercitare per sei anni la professione per la quale avevo studiato, il geometra. Proprio nel momento in cui il mio sogno stava svanendo e con lui anche l’entusiasmo, ecco che è arrivata la proposta di un provino a Radio3i e nel giro di un paio di giorni quella di cambiare la mia vita. Non è stato facile lanciarmi perché nel frattempo avevo raggiunto i ventisette anni e, ritrovarsi a lasciare quello che per molti era il “lavoro sicuro” a favore di un’incognita come la radio, sembrava essere un’autentica pazzia. Ma si trattava del mio sogno impossibile e, con la consapevolezza che se fosse andata male sarei ripartito dai cantieri a fare il manovale o qualsiasi altra cosa, ho deciso di lanciarmi in questa sfida. Quello è stato il primo vero cambiamento della mia vita. Da quel momento di cambiamenti significativi ce ne sono stati ancora molti, alcuni voluti, altri imposti, qualcuno non affrontato e altri arrivati in modo naturale con forte impatto sulla mia crescita professionale. Come quando ho ricevuto incarico dalla Direzione di gestire palinsesto e musica di Radio3i, cosa che ho fatto per quindici anni fino al 2013. Poi ci sono stati i cambiamenti imposti che hanno scaturito non poca ansia e terrore che tutto potesse finire, come il cambio di proprietà di Radio3i nel 2007 da Piccadilly a Tele Ticino e l’arrivo del nuovo Direttore nel 2014. Il momento dove ho temuto maggiormente per il mio futuro a Radio3i, visto che c’era nell'aria una forte volontà di “svecchiamento” e non sapevo quali fossero le intenzioni e la nuova linea editoriale nei miei confronti. In realtà poi ho avuto la fortuna di trovare una persona intelligente che, al posto di escludermi e cambiare completamente rotta come avrebbe potuto fare, mi ha aiutato a reinventarmi mettendo a disposizione della squadra la mia esperienza. Ho così ritrovato l’entusiasmo che avevo perso imparando che i cambiamenti di qualsiasi tipo, se affrontati in modo costruttivo senza isolarsi e piangersi addosso, possono diventare delle bellissime opportunità e la mia è stata quella di diventare “l’uomo della notte” di Radio3i. Un’esperienza che mi sta facendo vivere le emozioni più intense di questi miei quasi quarant’anni di radio. Chiaro che ci vuole anche una dose di fortuna e io l’ho avuta incrociando nel mio cammino persone sagge che hanno saputo come prendermi e ricollocarmi, anche caratterialmente. Se io non avessi affrontato tutto questo in modo positivo e propositivo molto probabilmente non sarebbe andata così. Poi ci sono stati un paio di cambiamenti non affrontati per motivi affettivi: uno risale all’inizio degli anni novanta quando mi si è presentata l’occasione di fare le valige e provare un’avventura in importante network italiano, cosa intrigante che però non mi sono sentito di fare perche in quel periodo c’era mio padre che stava scrostando le mura di quella che poi sarebbe diventata la mia casa. Non me la sono sentita di deluderlo dicendogli: “Ferma tutto!!! Io me ne vado e poi al limite se va male torno” e quindi ho mollato il colpo. Un’altra opportunità alla quale ho rinunciato, sempre per senso affettivo, è stata quando ho rifiutato un’importante radio regionale. Arrivato di fronte all’allora proprietà di Radio3i comunicando il mio licenziamento, il mio interlocutore mi ha detto; “non l’ho mai fatto ma se dove vai non ti piace e torni, io ti riprendo”. L’ho guardato negli occhi e ho chiesto; “ma se radio3i dovesse chiudere un posto per me in Piccadilly c’è?” e lui; “tutta la vita”. Quella risposta mi ha tolto ogni dubbio e io non ho esitato a rinunciare a quest’altro intrigante cambiamento per rimanere dov’ero, perché in quel momento mi sono sentito parte di una famiglia. Queste esperienze mi hanno insegnato che: 1) adagiarsi spesso logora e invecchia quindi certi cambiamenti sono necessari. 2) Cambiare non equivale sempre a migliorare ma per migliorare bisogna cambiare. 3) Il cambiamento può essere contagioso e coinvolgere positivamente chi ne è coinvolto. Ultimo ma primo: L'IMPOSSIBILE PUO' ESSERE POSSIBILE. Riccardo